Artoni: “L’occupazione è il nodo da sciogliere per il futuro”

24 marzo 2011
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Anna Maria Artoni, presidente di Confindustria Emilia-Romagna analizza lo stato dell’industria manifatturiera della sua regione. La Pres.nte artoni ha affermato che una ripresa c’è, ma è una risalita «troppo lenta, su cui pesano come macigni le debolezze del sistema Italia, ma anche un quadro di forte incertezza a livello internazionale, con quello che sta accadendo in Libia e in Giappone che non potrà non avere ripercussioni, e con la spada di Damocle dell’incremento dei prezzi delle materie prime».

L’indagine realizzata in collaborazione fra Confindustria Emilia-Romagna, Unioncamere regionale e Carisbo-Cariromagna descrive la situazione nei termini appena descritti. Il territorio tra Piacenza e Rimini viene considerato è fra i sei più dinamici d’Europa, grazie soprattutto al contributo dell’export, salito del 16,1% nel 2010. Buoni anche i risultati conseguiti nella porduzione (+1,7%), fatturato (+1,8%) e ordini (+2%). Il problema rimangono i consumi interni, che non riescono a ripartire, ed i tassi di crescita (+1% il Pil previsto a fine 2011), considerati troppo modesti per far tornare l’occupazione ai livelli precedenti la crisi. Secodno Anna Maria Artoni «La questione dell’occupazionerappresenta un tema chiave, specie nella componente giovanile. È proprio sui giovani e sulle donne che occorrerà investire di più per il futuro». Altri elementi che disturbano la crescita sono le infrastrutture carenti, la burocrazia e la tassazione sulle imprese.

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