Trema la “Mela” dopo il sisma nipponico

24 marzo 2011
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Era già nell’aria ma soltanto adesso gli analisti ne danno conferma nelle loro stime: anche la Apple potrebbe risentire degli effetti del terremoto giapponese. Nel nord di questo paese, infatti, si concentrano numerose aziende che producono componenti importanti per la realizzazione di computer e altri device. Tra queste società ce ne sono molte che servono anche la Apple. Da una settimana circa, la produzione in molti stabilimenti è stata sospesa, sia per esigenze di risparmio energetico, sia per la sicurezza di alcuni stabilimenti.

Il sistema Apple, per com’è studiato, dovrebbe risentire di questi “dissesti” immediatamente, perché non prevede la gestione di un magazzino, ma la produzione on demand. Le quotazioni in borsa sembrano da ragione a questo presentimento degli analisti, il titolo Apple, infatti, ha perso circa 7 punti in due giorni. La preoccupazione del mercato riguarda soprattutto la produzione di iPad 2. Di questo strumento ci sono delle scorte legate al lancio del dispositivo negli Stati Uniti, ma tra qualche settimana lo scenario potrebbe peggiorare.

Il problema è che non si può prevedere l’entità del danno sismico perché le aziende che entrano in relazione con la Apple, anche soltanto per la fornitura di microelementi, sono obbligate alla riservatezza. Se anche in questo periodo hanno sospeso la produzione, non sospendono invece il silenzio per conservare il rapporto commerciale. Qualcuno ha cercato di ricostruire la mappa degli oggetti utili a completare la costruzione di un iPad 2, coinvolgendo la Shin-Etsu che ha uno stabilimento a Shirakawa, ma le voci, in questo caso, non possono essere confermate. I sostenitori della Apple devono restare soltanto in attesa.

[lo spunto per questo articolo viene da Il Post]


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