Portogallo: indispensabile l’aiuto dell’UE

25 marzo 2011
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Sembra che non ci siano altre soluzioni per il Portogallo, se non chiedere l’aiuto dell’UE. Il governo  portoghese, in netta minoranza, è caduto dopo che il parlamento ha bocciato il piano di “lacrime e sangue”, concordato con Bruxelles.

Il piano di risanamento e conteminento della spesa pubblica non si farà. Per tale motivo la palla passa all’UE, anche se il governo dimissionario “continuerà a lottare con tutte le sue forze” al fine di scongiurare un ricorso ad un piano di salvataggio Ue-Fmi “che avrebbe conseguenze molto gravi per l’economia del paese e imporrebbe un programma di risanamento che i portoghesi certamente non vogliono”. Molto delusa dell’incapacità del governo portghese, è stata la Germania. Angela Merkel, la cancelliera tedesca, si è detta “molto dispiaciuta” per la bocciatura parlamentare al piano di riforme, ma ha precisato che qualunque partito andrà al governo in Portogallo dovrà sentirsi “obbligato” a rispettare i parametri del programma bocciato ieri. Gli effetti delle dimissioni del primo Ministro porteghese Socrates si sono fatti sentire immediatamente: il rendimento dei bond decennali è salito al 7,70%, il massimo storico dall’introduzione dell’euro, mentre il rendimento dei titoli a cinque anni viaggia ancora più in alto a quota 8,25%. Considerati i numeri, non resta altra soluzione che la richiesta di aiuto finanziario alla Ue.

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