Confindustria dice all’aumento dei costi della politica

27 marzo 2011
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Il Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, si è detta contraria per la scelta del governo di non contenere i costi della politica. Dalla sede centrale di Confindustria viene chiesto di non ripristinare «le norme vigenti prima dei tagli operati con la Finanziaria 2010», perché «è inaccettabile che si aumenti il numero dei consiglieri comunali e dei componenti delle giunte delle grandi città».

«Sarebbe altresì inaccettabile – aggiunge Confindustria in una nota – che si aumentassero gli emolumenti degli amministratori locali a tutti i livelli». E’ evidente il richiamo di contenere i costi della politica «specie in un momento in cui a imprese e cittadini sono richiesti sacrifici per far fronte ai problemi del bilancio pubblico. Se c’è disponibilità di risorse, queste devono essere utilizzate per investire nella crescita del Paese e delle comunità locali». In un momento di crisi economica come questo, dove la disoccupazione giovanile e femminile è salita a livelli preoccupanti, si dovrebbero destinare le poche risorse disponibili per consentire una crescita del paese e delle aziende, le quali potrebbero così tornare ad assumere coloro che hanno perso il lavoro o cercano una prima occupazione. Molti sono concordi che aumentare le spese della politica non sia una corretta e coerente risposta alle difficoltà del nostro paese.

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