CGIL: una tassa per i più ricchi

27 marzo 2011
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Nel fine settimana l’economia non ha molto da riferire sull’andamento dei titoli, sulla situazione economica del Paese e sulle compravendite in gran segreto per dare vita a colossi economici. Per questo lo “sport” privilegiato e la riflessione analitica e il resoconto di una serie di proposte considerate di “minor peso”. Tra queste, a quanto pare, c’è l’iniziativa della CGIL. Il sindacato, in vista dello sciopero generale del 6 maggio, propone una “soluzione alla francese” per riportare nelle casse dello Stato circa 18 miliardi di euro: una tassa dell’1% sui redditi dei super ricchi e dei ricchissimi che, in Italia, rappresentano soltanto il 5 per cento della popolazione.

La CGIL l’ha pensata così: le famiglie che hanno una ricchezza complessiva che supera gli 800 mila euro, dovrebbe pagare una tassa dell’1%, per capirci, circa 8000 euro. È chiaro che il calcolo della ricchezza comprende patrimoni mobiliari e immobiliari al netto di mutui e altre passività finanziarie. Sarebbero esclusi dal conteggio anche i proprietari di una o più case il cui valore, sommato ai depositi bancari, non supera la soglia degli 800 mila.

Il sindacato, come riportato da Repubblica.it, non punta a tassare il 95 per cento della popolazione italiana che fa una vita agiata, ma soltanto quella piccola parte che dimostra di avere davvero un bel gruzzoletto da parte. Gli esempi qui riportati, sono davvero esemplificativi della proposta.

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