Tremonti: il mondo sta cambiando, il G20 non rappresenta il mondo

28 marzo 2011
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La sola via maestra da seguire sarebbe quella «aumentare le tasse a chi non le paga» e poi «spendere di meno». Questo è ciò che è stato proposto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il quale, intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione di Rai 3 «In mezz’ora» sull’evasione fiscale, parla di «grandissimi risultati». Il Ministro ha affrontato molti argomenti come l’economia interna, la politica e finanza estera, arrivando fino al nucleare.

Per quanto riguarda la tassazione, il Ministro indica una patrimoniale, in media l’1% destinata alle famiglie con finanze nette per 800mila euro annui, che potrebbe generare un gettito di circa 18 miliardi l’anno, mentre sul nucleare è convinto che «se lo avessimo avremmo un tasso di crescita molto più alto di altri». Parlando di politica estera e delle rivolte che stanno interessando il Nord-Africa e Medio Oriente, Tremonti ha affermato che la scia delle rivoluzioni «arriverà in Asia» e sulla Siria, «ho come l’impressione che non c’è il petrolio e che la voglia di intervento sia minore. Il vecchio mondo è finito, quello molto controllato dall’America, molto organizzato sul petrolio, sui fondi sovrani, sugli investimenti più o meno lungimiranti di molti sovrani che manovrano enormi capitali e può essere che ci sia una catena di crisi politiche, il caso della Siria è indicativo. Sta cambiando il mondo e mettere in conto che ci siano anche fatti di impatto finanziario è doveroso». Sul finire della trasmissione di Rai3, il Ministro ha affermato, inoltre, che il G20 rappresenta l’80% della ricchezza del mondo, ma non rappresenta il mondo. Molte “profezie” del Ministro Tremonti sono sono avverate dopo alcuni anni. Con ogni probabilità si apriranno nuovi scenari, anche economici, che interesseranno i paesi industrializzati. La cosa importante è farsi trovare pronti.

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