In ribasso oro, argento, alluminio e petrolio

29 marzo 2011
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La continua emergenza che sta vivendo il Giappone, su cui pesa l’allarme nucleare, sta pesando in maniera considerevole sui mercati delle materie prime, nonostante i dati positivi sui consumi negli Usa. Il pessimismo è visibile particolarmente al London Metal Exchange, dove il rame ha ceduto il 2%, superato nel ribasso dal nickel (-2,9%) e ancor più dall’alluminio, che ha subito una correzione del 5,2% rispetto ai massimi biennali.

Viaggiano con il freno a mano anche i metalli preziosi, con l’oro finito sotto 1.420 $/oncia, ed il petrolio. In una seduta dove si sono registrati i volumi di scambio molto esili, il Wti è arretrato dell’1,4% a 103,98 $/barile, mentre il Brent ha chiuso a 114,80 $/bbl. Nei mercati agricoli solo il cacao è riuscito a chiudere in lieve progresso, essendo sostenuto dall’arresto delle consegne nei porti ivoriani (appena 17 tonnellate la settimana scorsa, contro le oltre 8mila di un anno fa), a causa della preoccupante situazione socio-politica che sta vivendo il paese. Le perdite sono state accentuate sia per il cotone , sia per lo zucchero grezzo (-2,9% contro il -1,4% del raffinato) e per alcuni cereali: al Cbot mais e riso grezzo hanno perso quasi il 3%.

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