Aiazzone, i primi 4 arresti

29 marzo 2011
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Il colosso “mobiliare” che ha fatto la fortuna con lo slogan “Provare per credere“, aveva già dato segni di cedimento nei giorni precedenti quando era venuta fuori la storia delle truffe a danno dei consumatori. In realtà si trattava soltanto di una piccola parte di quel mondo sommerso che adesso il gip di Roma Giovanni De Donato, sta cercando di far emergere. È di oggi la notizia dei primi arresti, sono finiti dietro le sbarre l’ex presidente del Torino calcio nonché ex deputato del PSI, Gianmauro Borsano, Renato Semeraro, socio di Borsano e finanziere torinese, Giuseppe Gallo, altro socio e Marco Adami, il commercialista, ora agli arresti domiciliari.

L’accusa è quella di bancarotta fraudolenta e per distrazione, riciclaggio, falso (simulazione di crediti inesistenti per evitare la dichiarazione di fallimento). Altre dieci persone, oltre quelle già citate, sono finite nel registro degli indagati, mentre la Guardia di Finanza h a portato al sicuro, sequestrandoli, oltre 50 milioni di euro.

Le origini. Il caso Aiazzone è scoppiato all’inizio di marzo, quando diversi consumatori si sono lamentati perché, pur pagando le rate non hanno mai ricevuto i mobili. In più, i dipendenti del gruppo Aiazzone-Emmelunga, circa 850, lamentavano di non ricevere lo stipendio da tempo. Per una parte di loro, 350 persone al momento, si profila una cassa integrazione straordinaria.

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