Prezzo del cacao in discesa libera. Recuperano soia e frumento

30 marzo 2011
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Le problematiche dei paesi periferici della Ue causano squilibri sui mercati, aggiungendosi alla drammatica situazione nucleare giapponese, in un clima di generale preoccupazione. Sono i mercati delle matyerie prime a soffrire di più, anche se in questi primeggia la cautela, mostrata anche dai volumi di scambio spesso molto ridotti. È questo i il caso del petrolio, che,  corresponsabili anche le vicende della guerra in Libia, ha terminato in leggero rialzo un’altra giornata povera di scambi:

il Brent ha chiuso a 115,16 $/barile (+0,3%), mentre il Wti a 104,79 (+0,8%). Nonostante le tensioni geopolitiche che interessano alcuni paesi produttori, l’oro è riuscitop a mantenersi quasi invariato, sotto 1.420 $/oncia, mentre i metalli non ferrosi, quasi tutti in deciso ribasso durante la seduta ufficiale dell’Lme, hanno ripreso a salire in serata con l’alluminio portatosi ai massimi da oltre due anni. In evidenza c’è il ribasso del cacao, in discesa libera del 6% sia a Londra che a New York . La drmmatica situazione che sta vivendo  la Costa d’Avorio, uno dei principali paesi esportatori di cacao, sta influenzando il prezzo del cacao a livello internazionale. Nonostante le forze del presidente Ouattara siano riuscite a riconquistare il controllo di due città, rimane molta incertezza sulla capcità dellla Costa d’Avorio di tornare ai livelli di esportazione pre-crisi. In calo anche il caffè arabica ed il cotone, mentre i semi di soia hanno recuperato l’1%, seguiti dal frumento (+1,7%). Stabili mais e riso grezzo.

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