Per il mercato del rame si appannano le prospettive

31 marzo 2011
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L’indice globale dei direttori acquisto (Pmi), connesso al consumo dei metalli di base, continua a lievitare da qualche mese a questa parte. In attesa per i dati di marzo, specialmente dalla Cina, si prevede che un eventuale indebolimento degli stessi sarebbe causato dalle politiche monetarie locali, le quali indidono sull’attività economica.

Gli indicatori Cli (Composite leading indicators) dei paesi Ocse rimangono deboli sebbene siano rimasti positivi, anche se il contrasto potrebbe provenire dal peso negli indici di costruzioni di case e occupazione, quest’ultimi in calo. In ogni caso le stime economiche globali rimangono positive, anche se quest’ultime invitano alla prudenza in relazione ai prezzi dei non ferrosi. In particolare il rame, al London Metal Exchange (Lme), continua a vivere da oltre due settimane una situazione altalenante tra due fondi d’investimento, uno in ribasso  ed uno in rialzo (a Londra gira voce che si tratti rispettivamente del Red Kite e del Touraji). Nel caso in cui nel secondo trimestre non si dovesse verificare un aumento significativo della domanda globale, si anticiperebbe la stagione estiva nella quale regna maggior calma. A conferma di ciò, arrivano le notizie di una continua crescita delle giacenze di catodi nei magazzini delle borse di Londra, New York e Shanghai, anche se in Cina le scorte sembra siano scese di 5mila tonn. In definitiva, gli analisti stimano un grande deficit tra offerta e domanda di rame ed alcuni pensano però che, se non si verificherà una ripresa della richiesta, sarà difficile che questa raggiunga le dimensioni  previste tra fine 2010 e inizio 2011.

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