E-commerce: novità dall’UE

1 aprile 2011
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Il 24 marzo è una data da ricordare per tutti gli europei che si dedicano o hanno intenzione di dedicarsi al commercio online. Il Parlamento Europeo, infatti, il 24 marzo ha proposto di adottare nell’UE dei provvedimenti, che potrebbero scoraggiare le vendite online mettendo in crisi il settore.

In buona sostanza sarà adottato il principio di recesso anche allo shopping virtuale. Quindi, se un navigatore è insoddisfatto dell’acquisto che ha fatto online, avrà a disposizione due settimane, per l’esattezza 14 giorni per rinunciare e altri 14 giorni per restituire la merce. Nel caso in cui l’acquisto abbia comportato per il consumatore, il pagamento di una cifra superiore ai 40 euro, sarà il gestore/proprietario del negozio online a dover rimborsare il prodotto, i costi di spedizione e le spese per la restituzione.

Qual è il grande problema,che il rimborso deve avvenire nei 14 giorni che seguono la rinuncia del consumatore e il venditore potrebbe non avere il tempo materiale per controllare che la merce oggetto della compravendita sia restituita integra o comunque in buono stato.

Un altro provvedimento europeo, dello stesso tenore, propone di rendere potenzialmente disponibili su tutto il territorio dell’UE i prodotti in vendita nell’e-commerce. Se anche questo provvedimento sarà adottato, i costi di invio e restituzione, si prevede, che aumenteranno vertiginosamente. Per il momento si interrogano sull’opportunità di queste proposte le associazioni di settore, in particolare la Federazione dell’E-commerce e della Vendita a Distanza (Fevad), che ha espresso soltanto molta perplessità.

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