Ocse: l’Italia ha problemi strutturali che rallentano la crescita

7 aprile 2011
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L’economia italiana crescerà dell’1,3% nel 2011 rispetto al 3% previsto per il Paesi del G7. Questa è la previsione inserita nell’Interim Economic Assestment per il 2011dell’Ocse, il quale stima la crescita su base trimestrale annualizzata, con un margine di errore di circa un punto e mezzo percentuale.

In generale, le performance italiane  sono nettamente più basse rispetto alla media che l’organizzazione ha indicato per l’Eurozona: +3% nei primi tre mesi e +2,2% tra maggio e giugno. L’Italia non riesce a far decollare la sua economia, mentre è il Canada a fare da locomotiva con tassi di crescita del 5,2% nel primo trimestre e del 3,8% nel secondo. L’Ocse ha più volte sottolineato che sono prioritari il consolidamento delle finanze pubbliche e la messa in pratica di riforme strutturali. Secondo l’economista dell’Ocse, Pier Carlo Padoan, però, la ripresa “sembra nettamente migliore oggi di quanto si annunciasse qualche mese fa”. E’ la fiducia delle imprese private ad incidere sul miglioramento delle prospettive, le quali hanno aumentatogli investimenti, migliorato le condizioni finanziarie ed accelerato una ripresa del commercio. L’Italia, secondo Padoan, conserva la scarsa capacità di innovare, costi amministrativi troppo elevati, costo del lavoro troppo elevato ed un sistema di imprese troppo piccolo. Inoltre, c’è il problema della disoccupazione di lungo periodo che dev’essere affrontata non solo con più crescita, ma con politiche di sostegno per le fasce più deboli nel mercato del lavoro.

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