Crisi Portogallo: bene asta, ma rendimenti esplodono

7 aprile 2011
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Si conferma ancora sui mercati finanziari il difficile momento di crisi del Portogallo, alla prova dell’asta di titoli del debito, declassato più volte da diverse agenzie, nelle ultime settimane. Ieri, Lisbona ha collocato un miliardo di euro in titoli del debito, con scadenza a 6 mesi e a un anno. 

Trattandosi del segmento di breve periodo, è quello più esposto alla sfiducia dei mercati, che temono un rischio illiquidità del Paese lusitano, se da qui a poche settimane non verrà sostenuto da interventi di salvataggio esterno.

Ad aprile e a giugno, infatti, si prevedono scadenze per complessivi 9 miliardi di euro, ripartiti quasi equamente nei due mesi, a cui difficilmente il Portogallo riuscirà a fare fronte, senza la mano di Bruxelles, che non ha però intenzione di chiedere.

E allora ecco che i rendimenti sul segmento a sei mesi e su quello a dodici mesi sono letteralmente esplosi, palesando una situazione di default annunciato. I titoli a sei mesi erano stati offerti dal governo di Lisbona per un importo di 550 milioni di euro. La domanda è stata di 2,3 volte in più, in calo dal 2,6 dell’asta semestrale precedente. Il rendimento lordo è stato così del 5,117%, contro il precedente 2,984% dello scorso 2 marzo, ossia solo poco più di quattro settimane fà.

Non è andato meglio per il segmento dei titoli a dodici mesi, offerti per un importo di 455 milioni di euro. La domanda è stata di 2,6 volte l’importo richiesto dal Tesoro di Lisbona, quindi, in aumento dal 2,2 precedente, ma il rendimento è schizzato al 5,902%, dal precedente 4,331%.

A ben vedere, quindi, il boom degli interessi si avuto sui 6 mesi, con una crescita dei rendimenti di oltre 2oo punti base, mentre i titoli a dodici mesi hanno visto lievitare i loro rendimenti per circa 160 punti base.

E’ evidente come tale situazione sia insostenibile, perchè malgrado Lisbona continui a riuscire a collocare il suo debito, lo fà sempre più a tassi fuori dalle sue capacità.

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