BCE: sale il prezzo del denaro

8 aprile 2011
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Il costo del denaro non subiva un rialzo dal 7 maggio 2009, quando aveva raggiunto il minimo storico. Adesso, annuncia la BCE, si assiste ad un aumento del tasso di riferimento pari all’1,25%. Lo ha stabilito il consiglio direttivo e Trichet afferma: “La nostra decisione contribuirà a sostenere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro”.

Parallelamente al tasso di riferimento salgono anche il tasso marginale al 2% e quello sui depositi allo 0,50%. Una manovra che dovrebbe assicurare la stabilità dei prezzi sul medio periodo e dovrebbe essere una tantum, senza dare il via ad una serie di rincari infinita. Trichet ha anche affermato che: “È essenziale che gli Stati membri dell’area dell’euro raggiungano l’obiettivo di risanamento dei conti pubblici annunciati per 2011. […] Le finanze pubbliche devono essere pronte ad assorbire choc come quelli legati a delle catastrofe naturali”.

Il Codacons, però, dalla parte dei consumatori, commenta duramente la manovra, sostenendo che l’aumento dei tassi d’interessi operato dalla BCE, avrà come effetto quello di impoverire le famiglie italiane, gravando soprattutto su quelle che hanno contratto un mutuo a tasso variabile, le quali, a fine anno, si ritroveranno con 204 euro in meno, circa 17 euro al mese.

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