Nota Ance febbraio 2011 sulla tracciabilità dei flussi finanziari

8 aprile 2011
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La disciplina sulla tracciabilità dei flussi finanziari relativi ai contratti pubblici di lavori, servi e forniture, introdotta dall’art. 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136, ha ricevuto chiarimenti e subito modificazioni ad opera del d.l. 12 novembre 2010, n. 187 e dalla relativa legge di conversione 17 dicembre 2010, n. 217. Inoltre, sulla materia sono state fornite indicazioni operative da parte dell’ Autorità di vigilanza sui contratti pubblici con due determinazioni. Essendovi dunque conclusa la vicenda legislativa, appare opportuno procedere ad un inquadramento generale della normativa, riepilogando le soluzioni ai problemi di carattere applicativo ed interpretativo, che si son posti nella fase di prima attenuazione, fornite dalle modifiche legislative, nonchè dagli atti di indirizzo dell’ Autorità regolatrice del settore, e cercando di dare indicazioni circa le questioni rimaste irrisolte dagli strumenti sopra citati.

Si ricorda che la disposizione sulla tracciabilità dei dei flussi finanziari è inserita in una legge contenente misure di contrasto alla criminalità organizzata denominata “piano straordinario con le mafie”, legge che è stata approvata all’unanimità dal Parlamento. Si tratta quindi di uno degli strumenti diretti a contenere la penetrazione economica delle organizzazioni mafiose all’attività di esecuzione delle scommesse pubbliche. La finalità specifica è quella di rendere trasparenti le operazioni finanziarie relative all’utilizzazione del corrispettivo dei contratti pubblici, in modo da consentire un controllo a posteriori sui flussi finanziari provenienti dalle amministrazioni pubbliche ed intercettare eventuali utilizzazioni degli stessi da parte di imprese malavitose. In sintesi, gli obblighi previsti dall’art. 3 sono i seguenti:

1. tutte le operazioni finanziarie relative ad una commessa pubblica, aventi ad oggetto lavori, servizi o forniture, devono essere effettuati su conti correnti bancari o postali dedicati;

2. le medesime operazioni finanziarie devono essere idonee a consentire la piena tracciabilità delle operazioni stesse;

3. gli strumenti di pagamenti devono riportare codici identificativi del contratto cui si riferiscono.

A questo proposito infatti, l’art. 3 della legge n. 136 stabilisce che tutti i soggetti che operano nell’ambito dei lavori,servizi e forniture pubblici devono utilizzare uno o piu’ conti correnti bancari o postali, accesi presso banche o presso la società di Poste italiane spa, dedicati, anche non in via esclusiva, alle commesse pubbliche.

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