Le raffinerie USA rallentano la produzione: -7 milioni di barili

14 aprile 2011
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Nuove oppurtintà di acquisto si sono presentate per alcuni investori, conseguebti per il deciso ribasso delle quotazioni del greggio nelle sedute di lunedì e martedì. Anche il crollo delle scorte di benzine negli Stati Uniti, segnalato dall’Energy Information Administration (Eia), ha concorso alla nascita di tali oppuntunità di investimento: -7 milioni di barili.

I prezzi della benzina al Nymex si sono elevati vertiginosamente, trainando anche il Wti, il quale però ha concluso la seduta con un rialzo modesto (+0,8% a 107,11 $/barile). Per il Brent il recupero è stato dell’1,6% a 122,88 $/bbl. Dopo la reazione a caldo, il momento rialzista delle statistiche Usa si è mostrato in realtà molto esile. Il crollo degli stock di benzine non nega affatto l’impressione che i prezzi record stiano cominciando a logorare i consumi di carburante, anzi forse perfino la rafforza: per l’Eia la domanda di benzina risulta in calo dell’1,6% nelle ultime 4 settimane. Se le scorte si sono ridotte è soprattutto a causa della forte frenata delle raffinerie, determinata dai guasti in alcuni impianti e alle manutenzioni, le quali sembrano proseguire in modo opportunistico: la capacità impiegata è scesa del 3% ad un risicato 81,4%. I raffinatori, inoltre, potrebbero essersi disfatti delle delle scorte invernali, per far posto a quelle estive. Sta di fatto che sono crollate anche le scorte Usa di distillati (-2,7 mb), mentre quelle di greggio sono salite di 1,6 mb, nonostante la frenata delle importazioni (giù di 379mila barili al giorno, a 8,54 mbg). I mercati petroliferi, pur iniziando a considerare i rischi di alterazione della domanda, sono comunque ancora deconcentrati dalle tensioni geopolitiche in nord-Africa (Libia su tutti). La speranza è quella che a rimetterci non sia sempre il consumatore finale di carburante, il quale in questo periodo ha visto crescere i prezzi della benzina in modo esorbitante.

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