FMI, allarme anche per la condizione delle banche

14 aprile 2011
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Dopo l’allarme sulla spesa pubblica e dopo la stima sul rialzo del Pil italiano, il Fondo Monetario Internazionale, nel Global Financial Stability Report, lancia l’allarme sulla condizione delle banche, sottolineando la vulnerabilità della zona Euro. La stabilità finanziaria degli Stati dell’Unione è sotto scacco da ottobre 2010 a causa dei debiti e dei problemi di bilancio delle banche. Sarebbe dunque necessario ristrutturare o dissolvere le banche più deboli e capitalizzare adeguatamente gli istituti rimanenti.

Il FMI, stando a quanto riporta l’ADNKronos, propone una via per la risoluzione politica dei problemi in tre punti: in primo luogo risolvere il problema dell’alto debito e della debolezza dei bilanci delle economie avanzate; in secondo luogo sviluppare un sistema finanziario più forte e robusto e maggiormente disciplinato dal mercato. Infine è necessario non abbassare la guardia contro i rischi di squilibri finanziari con i mercati emergenti.

In relazione all’Italia si parla di un indebitamento delle famiglie che si attesta intorno al 50% del PIL, lontano dal 91% raggiunto da Gran Bretagna, Portogallo, Canada e USA e dal 120% dell’Irlanda. Nel rapporto, inoltre, si racconta come “Italia, Grecia, Belgio, Irlanda, Portogallo e Spagna tra i paesi a spread alto, ovvero superiore a 150 punti base tra l’ultimo trimestre del 2010 ed il primo del 2011. Differenziale basso invece per Austria, Finlandia, Francia, Germania e Paesi Bassi”.

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