Bond greci, allarme prosegue

18 aprile 2011
Di

Ha approfittato del fine settimana il Presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, il quale ha voluto rassicurare sulla tenuta dei conti della Grecia, escludendo che sia in vista un’ipotesi di ristrutturazione del debito ellenico, in aperta polemica con la stampa finanziaria, in allarme per le voci che circolano sui mercati.

Le rassicurazioni di Juncker sono sostenute dal Ministro delle Finanze tedesco, Wolfagang Schaeuble, il quale ha detto che l’unica cosa che teme sono i giornalisti, dando per scontato che il tanto temuto “haircut” non ci sarà.

Eppure, le voci di un taglio nominale dei bond ellenici del 70% non si spengono e sarà l’apertura di oggi dei mercati, dopo la pausa del fine settimana, a chiarire se i timori degli operatori proseguiranno e s’intensificheranno, oppure saranno rientrati.

La situazione, comunque la si veda, rimane gravissima per gli stati periferici dell’Eurozona, i cosiddetti PIG (Portogallo, Irlanda, Grecia). I tassi a due anni di Atene hanno superato il 18%, mentre il differenziale sui 10 anni con i Bund tedeschi hanno oltrepassato la soglia psicologica dei 1000 punti base, ossia il 10% di spread, con i rendimenti decennali greci al 13,52%, oltre il 10% in più di quelli tedeschi.

Una situazione del genere non è più sostenibile, tanto che sabato scorso il Premier George Papandreou ha voluto rassicurare, annunciando la presentazione di un piano di privatizzazioni e di ulteriori risparmi pubblici, per racimolare 23 miliardi di euro, da qui al 2015, pari al 10% del pil, portando il deficit dall’attuale 10,8% tendenziale all’1%.

Se le buone intenzioni esistono, senza dubbio, è poi l’attuazione del piano che farà la differenza. Già l’anno prossimo, senza gli aiuti esterni di BCE e Fmi, la Grecia dovrà attingere a quasi 20 miliardi di euro sui mercati, che in queste condizioni non sarà agevolare trovare, se non a tassi tali, da rendere l’indebitamento del tutto insostenibile.

Per queste ragioni, non è consigliabile lanciarsi sul secondario dei titoli ellenici, nella speranza di spuntare rendimenti esplosivi, considerando il rischio basso. Al contrario, da ora a giugno, bisognerà attendere, per vedere in quale direzione andranno gli sviluppi del caso greco.

Tag: , ,

Lascia un commento



Letture