Novità nel modello economico cubano

18 aprile 2011
Di

Si è chiuso di recente il Sesto Congresso del Partito comunista socialista cubano in cui Raul Castro ha annunciato di voler dare una svolta al sistema economico del paese con una serie di riforme. Mentre il lider màximo presenziava alla parata commemorativa del fallimento dell’Invasione americana alla Baia dei Porci, suo fratello annunciava la volontà di rendere le imprese maggiormente autonome e non solo. Nell’agenda politico-economica cubana rientrano anche: il decentramento della produzione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari, l’apertura ai capitali stranieri, i tagli delle sovvenzioni e l’imposizione di un sistema fiscale.

Una mente occidentale non troverebbe nulla di strano in questo slancio pseudo-liberista, ma le riforme annunciate da Raul Castro, inserite nel panorama cubano, sembrano dettare il paradigma della rivoluzione. Basti pensare che saranno varate delle leggi che consentono la compravendita di case e di macchine. Attualmente, invece, le unità immobiliari si possono soltanto scambiare, così come le macchine che possono essere comprate quando sono state immatricolate prima del 1959. Inoltre le terre da concedere in usufrutto ai contadini saranno aumentate e le banche avranno la possibilità di concedere dei prestiti ai privati cittadini.

Nel pacchetto di riforme, però è stata proposta l’eliminazione della libreta, una tessera che dal 1963 garantisce dei prodotti a canone calmierato ai cittadini cubani. In realtà il processo, a detta dei politici, sarà graduale e andrà di pari passo con un aumento dei salari. Tutti i dettagli della manovra in un articolo del Sole 24 Ore da cui abbiamo tratto la notizia.

Tag: , , ,

Lascia un commento



Letture