Confindustria: si alla stabilità finanziaria, ma il Governo lascia soli gli imprenditori italiani

19 aprile 2011
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Dall’audizione al Senato da parte del Direttore Generale di Confindustria, Giampaolo Galli, è emersa la posizione di Viale dell’Astronomia, in riferimento al piano di riforme messo in atto dal Governo: si alla stabilità finanziaria, ma non c’è crescita in Italia. Per Galli il Piano nazionale di riforme è «deludente per quanto attiene alle azioni concrete per crescita e competitività. Serve uno scatto di orgoglio per affrontare le urgenze del Paese.

Confindustria condivide gli impegni del Governo in materia di risanamento dei conti pubblici, che è obiettivo essenziale, nonché le grandi aree su cui è necessario intervenire per rilanciare la crescita». Per Confindustria permane un livello troppo alto di pressione fiscale, quando invece servirebbe che si ridisegnino i meccanismi di spesa e lo stesso perimetro dello Stato nell’economia e nella società. Senza questi cambiamenti, continua Galli, i tagli alla spesa potrebbero rivelarsi troppo pesanti da sostenere e rischiano di tradursi nell’ennesimo rinvio di spese necessarie o peggio in forme nascoste di debito pubblico. Anche il Presidente di Confindustria, Emma Marcegallia, non ci è andata per il sottile, affermando che il Pnr lascia soli gli imprenditori, i quali ogni giorno devono confrontarsi con un mercato nazionale ed internazionale sempre più competitivo. Da Viale dell’Astronomia ci si aspettava maggior sostegno da parte del Governo alle imprese italiane, per una crescita in generale del paese.

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