Ripartono le esportazioni di zucchero di India e Thailandia

20 aprile 2011
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Ritorna lo zucchero indiano sui mercati internazionali ed in Borsa lievitano gli rodini: 375.150 tonnellate, il massimo da 4 anni. Si tratta di un evento doppiamente significativo, perché segna il ritorno all’export di New Delhi e perché il suo zucchero in passato non era qualitativamente accettabile per il Liffe (London International Financial Futures and Options Exchange).

Ma non è solo l’India che si ripropone sui mercati internazionali con le esportazioni di zucchero, poiché anche la Thailandia, secondo esportatore al mondo dopo il Brasile, proprio in questi giorni ha annunciato che vuole superare ogni record si produzione, ponendosi l’obiettivo di produrre 9 milioni di tonn. di zucchero (+30%), di cui 6,8 milioni destinate all’export. A Londra il prezzo dello zucchero raffinato è sceso di oltre il 25% rispetto al mese di febbraio e due giorni fa era ai minimi da sei mesi (622 $/tonn). E’ molto improbabile che si verifiche un ulteriore discesa del prezzo. Il Brasile, con il proposito di superare il primato di esportazioni dell’anno scorso (28 milioni di tonn), rappresenta un punto di domanda significativo per i mercati internazionali, nel momento in cui il Governo ha annunciato possibili misure a sostegno della produzione di etanolo. Ciò che potrebbe impedire al Brasile di consiguire tali risultati, sembra possano essere i terminal marittimi del Paese, considerati inadeguati a gestire l’enorme flusso di merce al picco della stagione, poiché non sono stati avviati lavori di potenziamento. Infine, è probabile che la Cina ritornerà di nuovo sui mercati, per ripristinare le sue scorte approfittando del calo dei prezzi: secondo Anz, Pechino potrebbe importare fino a 1,8 milioni di tonn. di zucchero nei prossimi 4 mesi.

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