Forex, previsioni a breve su euro/dollaro

20 aprile 2011
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In apertura di seduta, questa mattina, la moneta unica viaggia sopra i valori di 1,44 contro il biglietto verde, confermando il rialzo, dopo il calo della fine della scorsa settimana e i tentennamenti, in apertura della settimana attuale. In effetti, si sarebbero contro-bilanciati due effetti: quello USA e quello Grecia. 

Da un lato, la notizia di lunedì che Standard & Poor’s minaccia il declassamento del rating sul debito americano, con la retrocessione del giudizio da AAA a AA+, cambiando da stabile a negativo il suo outlook sui conti pubblici federali USA.

Una notizia che ha rimbalzato in tutto il mondo, creando nervosimo tra le borse, già provate dall’instabilità di queste settimane, per fattori più di tipo geo-politico.

L’altro dossier, invece, riguarda la Grecia, con la crescente preoccupazione, forse anche rassegnazione, dei mercati, verso un possibile default, conseguente alla disastrosa situazione dei conti di Atene, con rendimenti sul secondario che hanno raggiunto livelli a dir poco incredibili.

Ma allora come si stanno bilanciando le due incognite che pesano sulle due valute più forti al mondo, euro e dollaro?

L’andamento del mercato forex sembrerebbe suggerire in favore dell’euro, e in effetti è anche una valutazione di fondo e strutturale che spinge a ritenere che l’indebolimento del dollaro sia destinata a continuare, mentre l’euro dovrebbe attestarsi sui livelli record raggiunti in fase di attesa dei rialzi dei tassi da parte della BCE.

Anzitutto, perchè sono ancora attesi ulteriori rialzi dei tassi di riferimento, per la zona euro, nella misura di altri 25-50 punti base, da qui a dicembre, contrariamente alla politica accomodante della Fed, che ha più volte affermato di volere procrastinare le misure di “quantitative easing”, con tassi zero, da ora fino ai prossimi mesi.

C’è adesso anche l’incognita della scure di S&P, che rimarca, più che altro, lo stato di allarme del debito e del deficit americani, con un disavanzo che non accenna a diminuire, per volontà della Casa Bianca. 

E se il caso Grecia ruba il sonno a molti investitori, sono però in tanti a ritenere che Atene non sarà fatta fallire, con una BCE pronta a scendere in campo, per difendere la stabilità della moneta unica.

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