Findim rimane fuori dal Consiglio

20 aprile 2011
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Col 5% secondo azionista di Telecom Italia dopo Telco, Findim non ha più alcun rappresentante in cda della compagnia, ma si prepara comunque a far sentire la propria voce. Sembra questo, a grandi linee, il senso della nota diffusa qualche giorno fa dalla famiglia Fossati, dopo avere sollevato il tema del controllo di Telco in Telecom, e votato no al bilancio, a suo giudizio “carente delle informazioni obbligatorie, previste dal codice civile e dai criteri contabili internazionali, per consentire così e terzi l’esatta comprensione della relazione di controllo”. Findim torna dunque all’attacco, proprio quando il board Telecom attribuisce le cariche. ” Non avendo la possibilità di esprimerci in sede di consiglio, come solido e indipendente secondo secondo azionista al 5%, dialogheremo con il presidente in assemblea”, dice la nota. Tecnicamente infatti, la quota del 5% in mano alla famiglia Fossati garantisce la possibilità di convocare l’assemblea in qualsiasi momento. Dunque, la Findim sembra orientata a farlo tutte le volte che lo riterrà opportuno. “La nomina di Franco Bernabè”, prosegue la nota alla famiglia Fossati, “è segno di un nuovo indirizzo verso l’indipendenza di Telecom e rappresenta per Findim un motivo di serenità, dal momento che il presidente sarà l’interlocutore privilegiato con cui dialogare sullo sviluppo della società per creare valore per tutti gli azionisti”. Inoltre la famiglia ricorda che il nuovo cda esprime equilibri analoghi al precedente, dal momento che ai fini del controllo nulla è cambiato in quanto la lista di maggioranza è sempre la stessa. Abbiamo comunque preferito evitare qualsiasi negoziato non coerente con l’esposto sul controllo di Telecom presentato nei giorni scorsi”. Intanto Asati, che ha votato allineata a Findim in assemblea, torna a contestare la mancata diffusione “senza plausibile spiegazione” del rapporto Deloitte sui danni delle vicende giudiziarie.

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