La Bhp Billiton annuncia l’aumento dell’estrazione di carbone

21 aprile 2011
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La Bhp Billiton incontrerà non pochi ostacoli nel tentativo di ripristinare le sue miniere di carbone da coke, le quali hanno subito danni a causa delle alluvioni che nel dicembre scorso hanno interessato la regione del Queensland, in Australia. La società mineraria, impegnata nelle operazioni di ripristino e drenaggio, due giorni fa ha annunciato che il ritorno alla normalità potrebbe solo alla fine del 2011.

Tra gennaio e marzo la sua produzione è scesa del 18% rispetto a un anno prima, arrivando ad estrarre 6,67 milioni di tonn. Dati confortanti arrivano invece dall’estrazione di minerale di ferro, che è addirittura aumentata del 7% a 33,2 milioni di tonn, aumentando le possibilità di superare il record nel 2011. La società australiana ha studiato un piano di investimenti per 80 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni, con lo scopo sia di sviluppare ed aumentare la produzione, sia di migliorare le infrastrutture adibite per il trasposto della merce e per facilitare l’export di minerali ferrosi verso la Cina. Sul tavolo della Bhp Billiton c’è la costruzione di un porto esterno a Port Hedland (Western Australia), quest’ultimo troppo congestionato per l’enorme quantità di carichi di materie destinati alla Repubblica popolare Cinese. Sono inoltre previsti nuovi canali, banchine e infrastrutture per pontili ed anche collegamenti stradali e ferroviari, al fine di sviluppare una regione gravata dalla mancanza di strutture adeguate a sostenere la crescente attività estrattiva. Con questi propositi il gruppo intende aumentare le proprie esportazioni di minerali ferrosi, portandoli dagli attuali 150 milioni di tonnellate l’anno a 220 milioni nel 2014, per un guadagno di lungo periodo stimato a 350 milioni. L’attuale porto interno ha una capacità complessiva di 240 milioni di tonnellate l’anno, ma con il nuovo progetto la Bhp sarà in grado di raddoppiare la capacità di export della regione, arrivando a produrre ed esportare ben 500 milioni di tonnellate. Si dovrà vedere come reagiranno i mercati internazionali, di fronte alla notizia di ampliamento del porto ed alla sua successiva realizzazione, la quale comporterà un aumento dell’offerta di carbone nel mondo.

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