Fiat, un altro pezzo di Chrysler nel taschino

22 aprile 2011
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Quando Marchionne parla, la borsa ascolta. Sembra questo il ritornello da scandire in relazione all’effetto che le dichiarazioni del dirigente FIAT producono sull’andamento dei titoli nostrani. Ieri Marchionne ha parlato di un altro passo in avanti su Chrysler e il titolo del lingotto, sulla parola, ha visto schizzare il titolo a 6,87 euro.

Questo aumento degli utili va di pari passo con l’annuncio del costante calo di vendite automobilistiche nel Vecchio Continente. Perciò ci si chiede in che condizioni siano Fiat e Chrysler sempre più prossime alle nozze. Sono questi gli interrogativi esplicitati in un interessante articolo del Sole 24 Ore che racconta i risultati del Lingotto nel primo trimestre 2011: “Hanno visto Fiat spa aumentare i ricavi (+7,1%) e l’utile di gestione (+9%), oltre che l’utile netto (da 13 a 37 milioni di euro). Dei 251 milioni di utile operativo, un quarto (62 milioni) arriva da Ferrari e Maserati; altrettanto dai componenti (Magneti Marelli e i motori di Powertrain). Il resto (130 milioni, in calo dai 153 del 2010) da Fiat Group Automobiles; dentro Fga ci sono i veicoli commerciali e l’auto, divisa tra Brasile ed Europa. Qui il Lingotto non fornisce i dati separati, ma si sa che i furgoni vanno bene e il Brasile è una macchina da utili (stimati attorno al miliardo di euro nel 2010). La vendita di auto in Italia e nel resto d’Europa ha i conti in rosso e resta il tallone d’Achille del gruppo”.

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