Segnali distensivi da Grecia e Spagna, ma tensioni restano

22 aprile 2011
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Negli ultimi due giorni sono state effettuate importanti aste, per il collocamento dei titoli del debito pubblico, sia in Spagna che in Grecia, le quali sono state un’occasione per confrontarsi con gli umori degli investitori sui mercati, nonchè per suggerire la loro direzione.

Tutto sommato, potremmo considerare un successo l’esito di queste aste, dato il livello altissimo di tensioni che si addensa sempre più sui titoli periferici a rischio, come quelli del Portogallo e della Grecia. 
Iniziando dalla Spagna, stato-chiave per capire se i mercati temano un effetto contagio del rischio default, l’asta dei titoli a 10 e a 13 anni è andata abbastanza bene, con un’offerta complessiva di Madrid per 3,372 miliardi, a fronte di una domanda sostenuta di 7,2 miliardi, che hanno moderato la spinta al rialzo dei tassi, i quali si sono attestati a una media del 5,472%, contro il 5,162% della precedente asta del 17 marzo scorso. Quanto basta per distendere gli animi, dato il clima imperante su determinati bond.

La Grecia, invece, ha collocato titoli a tre mesi, per 1,625 miliardi, esitando un tasso medio del 4,1o%, in rialzo dello 0,25% o 25 punti base, non molto, dato l’andamento catastrofico sul secondario.

Avrà giocato, a dire il vero, a favore del contenimento dei tassi, anche la contemporanea scadenza di titoli per 800 milioni di euro, che un pò ha auto-alimentato la domanda; inoltre, si sospetta che buona parte degli acquisti siano provenuti da banche greche, sostenute da finanziamenti della BCE.

L’esito non drammatico dell’ultima asta di Atene, però, non deve fare perdere di vista i livelli assolutamente insostenibili dei tassi e il loro differenziale fuori controllo sui Bund tedeschi, di oltre 1000 punti base sul decennale e di circa 300 per i trimestrali.

Il rischio default di Atene resta altissimo e la possibilità di un “haircut”, ossia di un taglio del valore nominale dei titoli ellenici, compreso tra il 50% e il 70%, è al momento una delle ipotesi più in voga tra i traders.

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