Metalli preziosi, volano oro e argento

25 aprile 2011
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Un record dopo l’altro, quelli segnati dai metalli preziosi, nelle ultime sedute, con l’oro che si porta fino a 1517,71 dollari all’oncia, per poi leggermente flettere a 1515 dollari, così come vola il prezzo dell’argento, che in mattinata sui mercati asiatici si porta a quota 49 dollari l’oncia, quasi al record storico del 1980.

Per capire il motivo di questa impennata dei metalli preziosi, bisogna prima capirne le caratteristiche. Oro e argento fungono da bene-rifugio, ossia sono oggetto di domanda, da parte degli investitori, soprattutto in periodi di incertezza sui mercati finanziari e dei cambi, avendo essi un valore intrinseco, in genere, in grado di conservare l’integrità del capitale investito. Sono un buon investimento, quando i prezzi salgono, così come quando le valute pesanti, come il dollaro, sono deboli e dall’andamento altalenante, così come per i titoli in borsa.

E proprio tutte queste incertezze e altalene sui mercati del forex e in borsa hanno determinato il successo delle quotazioni dell’oro e dell’argento. Il primo, agli inizi del 2011, era trattato a un prezzo di circa 1400 dollari l’oncia, quindi, già siamo a un +8% circa dalle prime sedute di gennaio. L’argento veniva quotato sotto quota 30 dollari, all’inizio di quest’anno, per cui il balzo vale circa il 60%, in soli quattro mesi, dopo il boom dell’80% del 2010.

E pensare che sull’argento le prospettive erano contrastanti, poichè il suo rapporto con l’oro era il più favorevole da molti anni, nonchè per l’aumento delle estrazioni di silver, in alcune miniere dismesse in America e in Asia, e riaperte in questi mesi, per approfittare dell’incremento dei prezzi.

Malgrado, dunque, la prospettiva di una crescita dell’offerta, il prezzo dell’oro non accenna a diminuire, anzi. Sia le quotazioni di oro che di rgento hanno ottenuto la carica dall’indebolimento del dollaro, gravato anche dall’ombra di un declassamento del debto americano, minacciato da S&P, nonchè per le tensioni in Medioriente, che pesano come una spada di Damocle sulla crescita delle economie avanzate, con titoli in borsa incerti e appesantiti da troppe incertezze.

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