Alleanza Bp-Rosnef:a rischio 16 miliardi di dollari

25 aprile 2011
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L’accordo da 16 miliardi di dollari tra Bp e Rosneft potrebbe saltare e Mosca cercare un nuovo partner per le esplorazioni artiche. Qualche giorno fa sono stati interrotti i colloqui tra la britannica e i soci russi di Tnk-Bp: le richieste per rilevare il loro 50% sono state definite “irrealistiche” da una fonte. L’acquisto della quota dell’ olicarga Mikhail Fridman e soci è una delle vie tentate fino all’ultimo momento da Bp per uscire dall’impasse giudiziaria che ha bloccato l’intesa su iniziativa degli oligarchi. Il 14 aprile è infatti scaduto il termine concesso dalla corte arbirale svedese per finanziare l’accordo e procedere allo swap (Bc acquisterebbe il 9,5% di Rosnfet, quest’ultima il 5% della britannica). Certo, i due partner potrebbero accordarsi su un’ulteriore dilazione ma la brutta notizia,per Bob Dudley, è che i russi hanno lanciato un segnale di rottura “il termine non è stato esteso”, ed un rappresentante dell’azienda ha dichiarato agli investitori a Londra che la  società sarà quasi certamente costretta a cercare un altro alleato. I candidati non mancano, da Shell a Exxon che di recente ha concluso il primo accordo in Russia dopo anni di assenza. Le richieste inaccettabili di Aar- che riunisce i quattro oligarchi russi- sarebbero due stando a quanto riportato dal Financial Times: valutare Tnk-Bp 70 miliardi di dollari in vista di un buy-out della loro quota nella jpiint-venture e soprattutto, includere nel compromesso l’ingresso dei quattro soci nella proprietà di Bp e Rosneft con circa il 10%. Non è da escludere che la durezza di Mosca sia una tattica negoziale. Secondo altri fonti, Rosneft continua infatti a considerare Bp il partner migliore. Resta comunque l’interrogativo sugli obiettivi: l’azione giudiziaria degli oligarchi sarebbe stata benedetta da Putin in persona. Il Governo ha sempre sostenuto di essere stato all’oscuro della clausola negoaziale che ha inguaiato Dudley. Si è dimesso intanto Igor Sechin, il vicepremier “zar” dell’energia, presidente di Rosneft in attuazione di un ordine di Dmitrij Medvedev che vuole fare piazza pulita di ogni conflitto di interesse nelle società statali.

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