Brusca frenata del caffè arabica e cacao, mentre il petrolio resta stabile

26 aprile 2011
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Nei giorni scorsi i metalli preziosi hanno messo a segno l’ennesimo record nelle borse di tutto il mondo, con le principali soft-commodities che hanno registrato poche manovre sul mercato americano (da segnalare che il Liffe era chiuso per festività). L’indice Thomsona Reuters/Jefferies, il quale raggruppa le principali 19 commodities, ha perso lo 0,8%, evidenziando la prima frenata significativa da quattro sessioni.

Anche il caffè arabica ha perso quota per la seconda seduta consecutiva con un calo dell’1,3%, dando così conferme che il rally della scorsa settimana, il quale ha spinto il coloniale al punto più alto del 1997, sia stato sovradimensionato. Anche i futures del cacao hanno chiuso in netta flessione: la scadenza fissata per il mese di luglio ha chiuso a 3.060 per tonnellata. Segnali positivi arrivano dalla Costa D’avorio, poiché venerdì scorso, Alassane Ouattara, presidente di Ivory Coast, ha ordinato ai soldati sparsi nello stato di ritornare alle loro basi al fine di ripristinare l’equilibrio nel e consentire la riapertura delle esportazioni di cacao. Chiusura in lieve calo anche per il prezzo del petrolio: a New York il Wti ha ceduto un cent a 112,28 dollari al barile.

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