Impresa e low cost, questione di etichetta

26 aprile 2011
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Per Luigi Bordoni, presidente di Cetromarca, l’associazione che raggruppa 200 aziende di qualità, il marchio è un’arma per reggere la concorrenza dei mercati ed affrontare la crisi. Ma lancia un duro attacco d’accusa sulla classe politica del nostro Paese. Il mercato delle marche è un “mercato che tiene” nonostante la crisi che ha visto la perdita di tanti posti di lavoro e la contaminazione del potere di acquisto delle famiglie. Il commento di Luigi Bordoni sembra essere molto chiaro “abbiamo alle spalle dieci anni di andamento deflattivo. I prezzi delle nostre imprese sono scesi anzichè salire. E’ stata la concorrenza a determinare questi risultati”. Sempre secondo il presidente di Cetromarca, il vero problema del nostro Paese è quello di riuscire a portare la competizione in tutti i settori. La qualità sembra coincidere con un “prezzo accettabile”, tant’è che il consumatore non va a risparmiare solo sul prezzo, ma mette sulla medesima bilancia costi e benefici, caratteristica principale dei prodotti di marca, molto piu’ rassicuranti dei low cost. Per quanto riguarda le nostre imprese, la conclusione è che dovrebbero essere piu’ sostenibili e responsabili in quanto la “reputazione” è il principale capitale “che abbiamo”. Il consumatore italiano si conferma esigente, abile e soprattutto esperto, in parte ha rinunciato alla quantità ma non alla qualità e c’è stata anche una leggera flessione dei volumi acquistati ma non un declassamento delle scelte. In Italia la quota dei consumatori che accedono al prodotto di marca è del 70%. E’ il mercato interno che si mostra saturo, le aziende che crescono sono quelle che esportano, che sono anche le piu’ strutturate. E’ il Made in Italy che sembra avere ancora grandi potenzialità, l’alimentare è molto trainato dalla ristorazione italiana, anche se sono ancora molte le aziende che hanno grosse difficoltà nel proporsi ai grandi mercati internazionali, manca la politica di protezione e promozione che hanno invece le industrie francesi e tedesche.

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