Grecia, rendimenti record su titoli di stato

27 aprile 2011
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Non si arresta l’ondata di panico, che si concentra su Atene, di cui sempre di più si teme possa richiedere la ristrutturazione del debito, ossia il default. L’ipotesi, fino a pochi giorni fà smentita da tutte le cancellerie e le istituzioni finanziarie, sta, al contrario, prendendo ora piede, dopo che lo stesso governo tedesco, per bocca del consigliere economico, Lars Feld, ha pronosticato un prossimo passo per ristrutturare il debito greco. La BCE continua a smentire e definisce l’ipotesi un fatto anche peggiore del fallimento di Lehman Brothers, per le conseguenze che ciò avrebbe sulla credibilità della Grecia, e forse non solo, sui mercati. 

Il fatto è che hanno reagione entrambi. Il default sarebbe una vera sciagura per Atene, ma sembra inevitabile. I rendimenti sui titoli decennali hanno stamani toccato il 15,86%, mai così alti dall’entrata nell’euro. Per non parlare dei tassi sulle scadenze a 2 e 5 anni, rispettivamente esplosi al 25,17% e al 22,47%. 

La crescita dei tassi all’avvicinarsi delle scadenze sottolinea, appunto, come i mercati stiano scontando l’effetto default, le cui ripercussioni sarebbero più marcate sul segmento di breve e medio termine.

I traders sembrano sconfortati, confermando come il valore dei titoli sia in caduta libera nel segmento a breve termine, con un bassissimo volume di scambi.

E a sottolineare la drammaticità della situazione concorre anche il tasso dei “credit default swap” per i titoli greci, ossia l’assicurazione contro il rischio defaul del titolo, esploso al 13,75%, o 1375 punti base., 37 punti in più dalla seduta di ieri.

Solo per fare un confronto, basti pensare che assicurarsi oggi su un titolo greco costa circa 10 volte in più che farlo su un titolo italiano e circa 25 volte in più, rispetto a un titolo tedesco.

E’ evidente che questa situazione sia solo la fase precedente al fallimento della Grecia, per cui si sconsiglia fortemente di investire negli allettanti titoli di stato di Atene, soprattutto sul segmento pari o inferiori ai 5 anni.

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