La Cina rischia la bolla immobiliare

29 aprile 2011
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La Cina vede accrescere il tasso d’inflazione ed un appannamento della crescita economica. Il fattore di maggior rischio sembra essere una brusca frenata del mercato immobiliare, stando alle analisi e previsioni della Banca mondiale, che prorpio ieiri ha diramato un comunicato sull’economia cinese. In questo rapporto la Banca mondiale indica che :

«Anche se le nostre previsioni per l’inflazione non sono particolarmente preoccupanti, i rischi, compreso lo shock per l’aumento ulteriore delle materie prime, invitano alla vigilanza. Il Pil cinese salirà al 9,3% nel 2011, mentre per il 2012 salirà dell’8,7% contro l’8,4% prima stimato». Sono previsti, inolotre, aumenti dei prezzi al consumo del 5% quest’anno e del 3,4% il prossimo anno. In parallelo si verificherà una notevole pressione inflazionistica causata da un aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime industriali. Il risultato potrebbe essere un brusco rallentamento del mercato immobiliare in Cina. «Una crisi immobiliare potrebbe rallentare in modo significativo il settore edile e avrebbe un grande impatto sull’economia e sui bilanci delle banche», afferma la Banca, la quale consiglia l’uso degi aumenti dei tassi di interesse anziché che strumenti amministrativi per rallentare l’inflazione. Nel medio periodo, il forte impiego della proprietà immobiliare come mezzo di investimento e il ruolo svolto dalle amministrazioni locali, possono aumentare il rischio della comparsa di deflagrazione di una bolla immobiliare. Molti cinesi, infatti, stanno acquistando più di un appartamento, con i tassi di interesse offerti dalle banche ai risparmiatori rimangono al di sotto del livello di inflazione. I governi locali vengono a loro volta finanziati attraverso la vendita di lotti di terreni edificabili. La Banca Mondiale sottolinea anche che la recente forte crescita mostra che l’economia resta refrattaria alle misure di inasprimento monetario.

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