Bhp Billiton: i prezzi dei minerali di ferro non diminuiranno

29 aprile 2011
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I prezzi dei minerali di ferro si manterranno alti, anche se dovesse verificarsi un rallentamento cinese. Ad affermarlo è Marius Kloppers, chief executive del colosso minerario australiano Bhp Billiton, il quale indica un corso per questa commodity pari a 180 dollari a tonnellata per i prossimi 24 mesi. Kloppers afferma che la Cina non riesce ad ottenere la quantità necessaria di minerali ferrosi in proporzione alla sua reale necessità, nonostante l’entrata nel redditizio business da parte di numerose nuove società.

«L’import cinese – spiega Kloppers – è cresciuto del 16% negli ultimi sette anni. I profitti per le minerarie australiane resteranno ai livelli attuali per almeno altri due anni». I minerali ferrosi sono il punto di forza delle esportazioni australiane, le quali ammontano a 24 miliardi di dollari australiani (17,7 miliardi di euro) nel 2009-2010. Il chief executive di Bhp avverte che nel lungo periodo si appannerà il boom delle risorse, poiché potrebbe verificarsi un rallentamento della domanda ed un aumento dell’offerta, quest’ultima provocata dagli enormi investimenti nelle esplorazioni effettuati negli ultimi anni. Kloppers presume che l’industria siderurgica cinese duplicherà le attuali 600 milioni di tonnellate di acciaio l’anno nei prossimi 15 anni. Nonostante i cattivi rapporti tra la Cina e la Bhp Billiton, quest’ultima sembra intenzionata ad aprire un nuovo capitolo ed a stringere joint venture con la Repubblica popolare. «Il nuovo sistema – spiega Kloppers – che ha visto prezzi quindicinali e mensili corrispondere ai prezzi spot, ha trasformato il nostro rapporto con la Cina e rimosso sospetti di spionaggio industriale». Questo sistema stimolerà investimenti nel settore e sosterrà l’industria siderurgica nel trovare un meccanismo più efficiente di fissaggio dei prezzi dell’acciaio.

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