I derivati pesano ancora per 263 mld di euro

3 maggio 2011
Di

L’ultima trimestrale di Deutsche Bank ha registrato il secondo record nella sua storia. Insieme a Deutsche sono tornati a fare utili praticamente tutte le grandi banche: da Ubs a Credit Suisse solo per citarne alcune. Questi risultati positivi sono stati conseguiti grazie alle attività Ficc, ossia l’area del reddito fisso, del valutario e delle commodities. In questo settore le grandi banche, partecipi i tassi bassi, il carry trade e le materie prime in surriscaldamento, fanno trading a valanga. La tendenza è omogenea di qua e di là dell’Atlantico. Dal trading Goldman Sachs ha conseguito ricavi superiori del 148% sull’anno prima, mentre  Morgan Stanley ha segnato un +137%; Bank of America ha aumentato i ricavi nell’area Ficc del 125%.

In pratica, torna a splendere in Usa ed in Europa la riacquistata dinamicità del mercato della finanza strutturata: Abs, Cdo, Cmbs, Rmbs e via discorrendo stanno rivivendo una nuova stagione di gloria. Solo in Europa sono stati emessi nel 2010 strutturati per 336 miliardi. Ma se il mercato della finanza è tornato vivace, ci sono ancora tracce preoccupanti della crisi Lehman nei bilanci dei big bancari europei. Stiamo parlando dei cosiddetti asset tossici o illiquidi, cioé prodotti derivati senza prezzo o senza mercato che stanno lì addormentati, in attesa di tempi migliori. A giugno 2010 tra i colossi del vecchio Continente i titoli tossici erano pari a 263 miliardi. Resta quindi quella scia velenosa che ancora desta preoccupazione. I 58 miliardi di asset illiquidi di Deutsche Bank a giugno 2010 sono solo il 3% dell’attivo, una quota più che accettabile, ma sono in ogni caso più elevati del valore del patrimonio netto del colosso tedesco. Ora quegli asset sono scesi a 47 miliardi, ma ancora di valore analogo al patrimonio. Anche Credit Suisse sta rientrando da una percentuale del 5% dell’attivo a una più che dimezzata. Resta comunque il fatto che quegli oltre 260 miliardi di titoli senza valore di mercato sono gli scarti della più grave crisi della finanza. Come unica possibilità, occorre aspettare che il tempo ridìa senso a quella massa di prodotti messi nel congelatore. La speranza è che nessuna nuova crisi sopraggiunga.

Tag: , ,

Lascia un commento



Letture