Forex, euro in lieve flessione su dollaro su livelli alti

3 maggio 2011
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In mattinata, l’euro è in lieve flessione sul biglietto verde, il quale riesce a fare scendere la moneta unica sotto quota 1,48, dopo che ieri si era giunti a un nuovo massimo in favore della valuta europea, sopra il livello di 1,49 contro il dollaro. La valuta americana è sostenuta dall’euforia dei mercati, in seguito alla notizia dell’uccisione di Bin Laden. Una euforia che ancora traspare nelle contrattazioni di oggi.

Tuttavia, nonostante queste oscillazioni, dettate più da fattori emotivi, le prospettive a breve nel rapporto tra euro e dollaro rimangono positive per il primo. La divergenza delle politiche monetarie di BCE e Fed spinge gli operatori ad aprire posizioni in euro, data la previsione di un rialzo dei tassi, che comporterà un apprezzamento della moneta unica. Al contrario, la Fed ha confermato di non avere intenzione di porre fine alla strategia dei tassi zero, per cui gli operatori si aspettano un’ulteriore indebolimento del dollaro, rispetto alle valute principali del pianeta.

Aprire, in questo momento, posizioni in dollari non conviene, data la prospettiva di un cedimento del biglietto verde, anche alla luce delle difficoltà degli USA a risanare i conti e a diminuire il peso del rosso sul saldo commerciale. Ormai, dopo avere sfondato da parecchie sedute quota 1,45, il prossimo obiettivo è 1,50, che l’euro potrebbe già raggiungere entro qualche seduta, e rinviato solo di qualche giornata di contrattazioni, a seguito della notizia della morte di Osama Bin Laden.

E che il dollaro, al di là di piccole risalite, si confermi una valuta debole lo dimostra anche il minimo storico raggiunto contro il franco svizzero, a 0,8615, per poi leggermente risalire nelle contrattazioni.

Nei prossimi giorni, potremmo assistere, quindi, a piccoli movimenti che potrebbero rinvigorire il biglietto verde, sull’onda dell’emotività. Ma le valutazioni basate su fattori strutturali e non contingenti spingono a confermare il trend rialzista dell’euro, anche verso altre valute come sterlina inglese e yen, in considerazione della stretta già in atto nell’Eurozona, destinata a proseguire in anticipo sulle altre economie.

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