La domanda mondiale di petrolio subisce un ridimensionamento

5 maggio 2011
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Mercato del petrolio è in fibrillazione. Dall’inizio della settimana Brent e Wti hanno ceduto circa 5 dollari al barile, chiudendo la seduta di ieri rispettivamente a 121,19 e 109,24 $. Dati sconfortanti rispetto alle aspettative con i prezzi del petrolio i quali in queste condizioni non possono che continuare a progredire. La conseguenza è stata un netto raffredamento delle attività e degli scambi, ormai ridotti all’osso. I margini di lavorazione  riescono appena a coprire i costi, scoraggiando l’attività di raffinazione specie in Europa.

Infatti, molti analisiti sono concordi nel fatto che è più conveniente importare prodotti finiti dall’India e dal Golfo Persico, oppure gasolio da desolforare dal Mar Nero, piuttosto che produrre benzine  e olio combustibile. In questo momento molti impianti per la raffinazione risultano fermi e ciò rende particolarmente difficile per i venditori tenere il passo. La disponibilità non manca da parte di paesi come l’Arabia Saudita e l’Iran, al punto da poter dire che il bilancio di approvvigionamento non è variato dal punto di vista quantitativo da inizio anno. Le ultime statistiche sulle scorte Usa confermano questa tesi: calano le benzine (-1 milione di barili) ed i distillati medi (-1,5 mb), ma aumentano il greggio (+3,4 mb) e i residui (+1,3 mb), con scorte globali al di sopra della media degli ultimi 5 anni. In aum,ento risultano anche gli stoccaggi a Cushing, anche se si sta verificando un ridimensionamento dell’enorme differenziale negativo Wti-Brent, arrivato a superare 15 $/bbl, con grande beneficio dei raffinatori che hanno impianti installati nei pressi del centro di raccolta dell’Oklahoma. per il futuro i graficisti vedono un supporto per il Wti a 109 $/bbl che, se non confermato, condurrebbe ad una correzione considerevole. Le banche, che proseguono nell’opera di canalizzazione del denaro degli investitori sulle commodities, dovranno necessariamnte seguire la discussione in seno alla Cftc sui limiti alle posizioni che potrebbero essere istituiti con l’inizio del nuovo anno.

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