La Banca centrale del Messico acquista 93,3 tonnellate di lingotti d’oro

6 maggio 2011
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La Banca centrale del Messico, tra febbraio e marzo di quest’anno, ha sommessamente acquistato 93,3 tonnellate di oro, pari a poco più di quattro miliardi e mezzo di dollari. A rivelare quest’iniziativa è il bilancio della Banca centrale stessa ed i dati del Fondo monetario internazionale. Siamo di fronte ad un gigantesco ingrandimento delle riserve in oro da parte del messico, considerato che a inizio 2011 queste ammontavano a poco meno di 7 tonnellate.

Con questo acquisto, pari al 3,5 per cento dell’oro estratto in un anno nel mondo, il Messico è salito di quasi quaranta posizioni nella classifica degli Stati con riserve auree più consistenti, collocandosi al trentatreesimo posto. Ancora lontanissimo, in ogni caso, dalle 8.133 tonnellate di Washington, che è la capolista, dalle 3.400 tonnellate della Germania, dalle 2.450 dell’Italia o dalle 1.054 della Cina. Nonostante ciò, l’acquisto stabilito dalla Banca centrale messicana è considerevole. Infatti, con l’indebolimento del dollaro rispetto alle altre valute importanti ed i persistenti segnali di squilibrio dei mercati finanziari, l’oro sta diventando per molti paesi una scelta privilegiata per diversificare le proprie riserve. A muoversi in questa direzione di accumulo di oro, sono le economie emergenti come il Messico Brasile, Russia, India e Cina. Anche la Thailandia si è distinta negli acquisti di oro, riuscendo ad aggiungere alle sue riserve quasi 10 tonnellate d’oro. C’è chi compra e chi vende.E’ il caso del Portogallo che sta per vendere una consistente quota delle 384 tonnellate d’oro alla Germania. Se tale vendita dovesse avvenire, il Portogallo potrebbe assottigliare di circa un quinto il prezzo corrispondente al salvataggio di cui ha bisogno.

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