L’occupazione USA stenta a ripartire: listini europei in calo

6 maggio 2011
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Giornata di ribassi sui mercati internazionali, con la produzione industriale in Germania nel mese di aprile scesa a sorpresa del 4%, quando al contrario gli analisti prevedevano un rialzo dello 0,4%. Previsioni errate sono state fatte anche per quanto riguarda il livello di occupazione degli Stati Uniti: salito di 43mila unità attestandosi a quota 474mila, il livello più alto dall’estate scorsa, ma sempre negativo rispetto alle attese.

A fine giornata a Wall Street, il Dow Jones perde l’1,1% ed il Nasdaq lo 0,48%. In Europa, Parigi ha perso lo 0,95%, Londra l’1,04%, mentre Francoforte ha chiuso praticamente in pareggio (+0,04%) e a Milano l’indice dei titoli a maggior capitalizzazione ha perso lo 0,8%. Anche le affermazioni del presidente della Bce a proposito dei tassi di interesse sono state interpretate in maniera negativa per quanto riguarda le implicazioni sui titoli bancari. E di conseguenza a Piazza Affari gli istituti di credito sono calati nettamente: il Banco popolare ha perso l’1,44%, Bpm l’1,6%, Intesa Sanpaolo l’1,75%, Ubi l’1,42% e Unicredit l’1,79%. Giornata negativa anche per Mediaset (-2,3%) a causa del trimestre negativo della controllata Telecinco, la quale ha a sua volta formulato previsioni negative per i pacchetti pubblicitari 2011. Tra i titoli industriali ha perso terreno Enel green Power, – 2,15% insieme a Saipem -2,22% e all’Eni -0,63%. In particolare, il titolo di quest’ultima ha accusato il taglio del rating da parte di Fitch, che lo ha abbassato da ‘Aa-‘ ad ‘A+’. Gli unici titoli con segno positivo appartengono alla galassia Fiat, con Exor che è cresciuta dello 0,54% e il titolo del Lingotto in rialzo dello 0,35%, successivamente alla presentazione del piano di rifinanziamento del debito di Chrysler alle banche da parte dell’amministratore delegato Sergio Marchionne.

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