Asta Spagna, sù rendimenti su quinquennali

6 maggio 2011
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Ieri, la Spagna ha collocato 3,354 miliardi di euro in titoli del debito quinquennali, con scadenza 2011. Anche l’asta spagnola era molto attesa dai mercati, per verificare gli umori dei mercati, i quali nei mesi scorsi erano stati spaventati dal rischio di contagio della crisi che ha colpito particolarmente Grecia, Irlanda e Portogallo. L’asta di Madrid non può essere definita un vero successo, dato che i rendimenti sono saliti, passando da un tasso annuo del 4,389% a una media del 4,549%. Tuttavia, la domanda è stata sostenuta, perchè a fronte di 3,354 miliardi di offerta, il mercato ha richiesto ben 6,232 miliardi.

Nei giorni precedenti, il Tesoro spagnolo aveva fissato l’importo dell’asta tra i 3 e i 4 miliardi di euro. Il fatto che si sia fermato nella parte basse della forbice lascia intendere che il governo non fosse ieri molto soddisfatto dell’andamento dei titoli.

E, in effetti, le tensioni sui titoli periferici non si allentano, nonostante il piano di aiuti varato per salvare il Portogallo. Ancora restano molte incognite sia sul varo stesso del piano (c’è la contrarietà della Finlandia), sia sulla effettiva capacità di Lisbona di realizzare il piano di austerity presentato. C’è poi l’incognita ancor più grave della Grecia, con i timori di un default, che potrebbe essere annunciato entro l’estate, sotto forma di una richiesta di ristrutturazione del debito. 

E per tutte queste ragioni, i titoli periferici sarebbero sotto pressione, anche se nel caso della Spagna l’aumento dei rendimenti è stato molto contenuto, meno di una ventina di centesimi, attribuibile in buona parte anche all’attesa del rialzo dei tassi BCE, sebbene la prossima stretta si sia allontanata di un mese circa, dopo le parole del governatore BCE, Jean-Claude Trichet, che non ha calcato la mano più di tanto nel valutare i rischi dell’inflazione. Tutto ciò lascia presupporre che il prossimo aumento dei tassi possa avvenire a luglio. Nel frattempo, da questo fronte, per qualche settimana, si potrebbe allentare la morsa al rialzo sui titoli del debito, nel segmento di lungo periodo.

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