Fisco australiano “troppo” amico delle aziende minerarie

9 maggio 2011
Di

Le aziende minerarie australiane beneficiano di ingenti sgravi fiscali, per quanto riguarda il settore ricerca e svilupppo. Il rapporto dell’agenzia governativa «Cutler Review of Innovation» è destinato a scatenare nuove polemiche in relazione alla riforma del regime fiscale per le attività minerarie che il Governo australiano vuole mettere in atto. Grazie a questo regime fiscale si è infatto delineato un netto divario tra tra Canada e Australia, grandi paesi esportatori di minerali:

secondo il rapporto, su investimenti per 52,4 miliardi di dollari australiani (37,7 miliardi di euro), le società australiane avrebbero indirizzato 5,3 miliardi in ricerca e sviluppo; in Canada, al contrario, con un totale maggiore di investimenti (64 miliardi di dollari canadesi  pari a 44,7 miliardi di euro) la cifra considerata come R&S è stata pari ad appena 449 milioni. «La grande differenza – commenta Nicholas Gruen, curatore del rapporto – è che le società australiane possono chiedere detrazioni per alcune spese di produzione, quali l’allargamento di un pozzo utilizzando tecniche innovative, mentre le canadesi non possono farlo». La nuova legislazione australiana, che sarà discussa in Senato nei prossimi mesi, avrà lo scopo di dare un taglio a questo regime troppo generoso, anche se promette di continuare a sostenere i comparti in difficoltà. Proteste sono arrivate dall’Australian Industry Group e dal Mineral Council of Australia, i quali sostengono che il nuovo regime andrà a penalizzare l’attività di ricerca e sviluppo del Paese. Il portavoce dell’opposizione per l’industria e l’innovazione, Sophie Mirabella, ha dichiarato che il nuovo regime fiscale sarà altamente punitivo per l’industria locale. Inizia così una battaglia tra aziende minerarie e Governo australiano.

Tag: , ,

Lascia un commento



Letture