Grecia, nuovo piano e attesa per asta semestrali

9 maggio 2011
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La Grecia continua ad essere sotto pressione, dopo la notizia confermata di un vertice tra Francia, Germania, Italia, Spagna e la stessa Atene sulla questione della rinegoziazione del bailout. Il governo greco di Papandreou avrebbe confermato che il suo Paese non è stato in grado di rispettare gli impegni di risanamento, assunti nel mese di maggio del 2010, in occasione dell’ottenimento del piano di aiuti europei di 110 miliardi di euro. L’intenzione emersa durante il vertice sarebbe quella di rifinanziare il fondo, con una somma aggiuntiva di 40 miliardi, portando complessivamente gli aiuti a 150 miliardi di euro.

Tuttavia, vista la forte opposizione di Germania e Finlandia a concedere ulteriori prestiti, si prevederebbe l’erogazione di un prestito garantito dai proventi delle privatizzazioni, che Atene si accingerebbe a fare, per un importo di 15 miliardi di euro. Addirittura, si pensa alla creazione di un organismo esterno, in grado di fare affluire direttamente le somme incassate dal governo per le privatizzazioni, a tutta sicurezza del rimborso del debito.

Ma le altre ipotesi, non necessariamente alternative, sarebbero di una rinegoziazione del debito, con un allungamento delle scadenze e/o un abbassamento degli interessi. Per ora non si avrebbero conferme della misura più temuta dagli obbligazionisti, ossia del taglio del valore capitale dei titoli greci, il cd “haircut” (si parla di tagli fino al 70%), che di fatto polverizzerebbe i titoli ellenici in mano ai risparmiatori.

E per domani si attende che la Grecia metta all’asta i suoi titoli semestrali, per un importo di 1,25 miliardi di euro. Le previsioni sono er un forte rialzo dei rendimenti, dato che anche oggi, in apertura dei mercati, i titoli periferici hanno vsito ampliare il loro differenziale sui tedeschi, registrando aumenti nel segmento biennale (il più esposto alla eventuale fase di defaul) e cali nel decennale.

Ricordiamo come già prima di oggi, i titoli a due anni della Grecia rendano tassi del 26%, confermando il panico dei mercati sul breve-medio termine.

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