Esportazioni di caffé saranno insufficienti a coprire la domanda

11 maggio 2011
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Secondo alcune previsioni, il raccolto di caffè in Brasile, iniziato in questi giorni, potrebbe essere il più abbondante della storia: 43,5 milioni di sacchi da 60 kg secondo l’agenzia statale Conab, il 9,6% in meno rispetto alla passata stagione, ma il 10,1% in più rispetto a due anni fa. Notizie confortanti, quindi, considerato che la varietà arabica, di cui il Brasile è il più grande produttore mondiale, ha subito gravi problemi produttivi per due stagioni consecutive in Centro America, con la conseguenza di un raddoppio delle quotazioni.

Le forniture, particolarmente scarse in questo periodo dell’anno, hanno suscitato l’attenzione degli speculatori, i quali non hanno abbandonato la presa neppure durante i giorni del crollo delle commodities. Nonostante le stime siano così positive, la produzione del Brasile rischia in ogni caso di non essere adeguata a ripristinare un equilibrio sul mercato: dal Brasile negli ultimi 12 mesi sono stati esportati 34 milioni di sacchi ed il consumo interno è stato di 20 milioni di sacchi; ciò significa che si dovrebbero produrre 54 milioni di sacchi in totale. Nemmeno l’Indonesia sembra possa riuscire a riempire il vuoto lasciato dal Brasile, considerato che nel mese scorso sarebbero già state cancellati cargo per almeno 3mila tonnellate. L’ultima speranza era rappresentata dal Vietnam, ma anche questo paese ha rallentato il ritmo delle esportazioni,  fino a questo momento molto sostenuto grazie ai prezzi: alcune stime non ufficiali indicano che questo mese l’export del Vietnam diminuirà di 80-100mila tonn, dopo le 130mila di aprile e le oltre 160mila di marzo.

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