GdF sequestra 17 milioni a Bnl: presunta truffa ai comuni di Messina e Taormina sui derivati

13 maggio 2011
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Secondo la Guardia di Finanza, la Bnl avrebbe truffato il Comune di Messina e quello di Taormina con strumenti di finanza derivata.  Il Gico (Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata) della Guardia di Finanza ha compiuto un sequestro preventivo di oltre 17 milioni di euro. Il provvedimento è stato convalidato dal Gip Maria Vermiglio, su richiesta del procuratore Guido Lo Forte e del sostituto procuratore Vito Di Giorgio.

Dall’inchiesta avviata dalla Procura messinese, nella quale risultavano già indagati otto dipendenti dell’istituto di credito, emerge l’ipotesi della “truffa aggravata” già contestata lo scorso anno ad alcuni funzionari della Bnl nel periodo 2002-2007. La somma «congelata» dalla Guardia di Finanza è rappresentata da quei costi reso occulti ai Comuni per un importo complessivo di oltre 17 milioni di euro. Secondo l’accusa, dal quadro probatorio emerge un grave squilibrio informativo tra le parti protagoniste della sottoscrizione dei contratti. All’eccessivo tecnicismo della materia, tra l’altro esclusivo appannaggio dei soli funzionari della banca, si contrappone la consapevolezza pressoché nulla della stessa da parte degli amministratori comunali, non coadiuvata da informazioni adeguate sui prodotti finanziari proposti dall’istituto di credito. Questo aspetto, insomma, rappresenterebbe il “raggiro” con preparati “artifizi” contestato dagli inquirenti.

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