FAO: ogni anno 1,3 milioni di tonnellate di cibo finisce nella spazzatura

14 maggio 2011
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Da uno studio commissionato dalla Fao all’istituto svedese Sik, emerge una realtà sconfortante: circa 1,3 milioni di tonnellate di cibo l’anno finiscono nella spazzatura. La riduzione degli sprechi è la sfida del domani da parte dell’agenzia delle Nazioni Unite. Quest’iunchiesta ha evidenziato che lo spreco di cibo è equamente diviso tra Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo: rispettivamente gettanno nel casonetto dell’immondizia 670 e 630 milioni di tonnellate di alimenti.

L’unica differenza tra le due realtà è ascrivibile alle cause. Nei paesi più poveri del mondo il cibo si perde lungo la filiera che porta dai campi alla tavola, a causa delle tecniche troppo arretrate di coltivazione, trasformazione, confezionamento e trasporto dei prodotti. Per quanto riguarda i Paesi ricchi, in alcuni casi si verifica un eccesso di acquisti di prodotti, che in seguito vanno in scadenza troppo presto. Anche l’Italia non si comporta bene. Per la Coldiretti gettiamo ogni anno oltre 10 milioni di tonnellate di alimenti, per una cifra pari a 37 miliardi di euro, che basterebbero per nutrire 44 milioni di persone. La Fao suggerisce una campagna di sensibilizzazione nelle scuole e non solo. UN portavoce della FAO ha così commentato: «Si dovrebbe insegnare ai consumatori che che gettare via cibo senza motivo è inaccettabile. Inoltre, bisognerebbe trovare un buon utilizzo per gli alimenti ancora buoni, ma destinati all’eliminazione. Molte organizzazioni di beneficenza già lo fanno. In Europa l’anno scorso abbiamo salvato 360mila tonnellate, in Italia 65mila».

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