Euro debole su dollaro, rischi dopo arresto Strauss-Kahn

16 maggio 2011
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E’ stata davvero una brutta notizia per i mercati europei quella dell’arresto del direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, il francese che aveva il compito di convincere lo stesso organismo di Washington, oltre che i mercati e la politica sulla convenienza di procedere a un salvataggio di stati come la Grecia o il Portogallo, i cui dossier rischiano di venire appesantiti da questo imprevisto.

A conferma delle difficoltà che potrebbero derivare da un’uscita di scena ingloriosa di Strauss-Kahn, da ieri i mercati dei cambi hanno registrato forti cali per l’euro, rispetto al biglietto verde, fino a scendere ieri sera a quota 1,4076 contro il dollaro. Questa mattina, tuttavia, pare che la caduta dell’euro si sia arrestata, ponendosi appena al di sopra di quota 1,41. 

Il rischio che i mercati avvertono riguarda il debito sovrano dei Paesi dell’Eurozona in difficoltà, dato che i piani di aiutoavrebbero dovuto essere sbloccati dal numero uno dell’Fmi. A questo punto, la fase di stallo creatasi a Washington rischierebbe di mettere in forse gli aiuti per la parte proveniente dal Fondo Monetario, sebbene lo scenario più realistico non sia così negativo.

Ma è bastato tanto per cacciare l’euro verso quota 1,40, quando fino a un paio di settimane fa, esso viaggiava verso l’1,50. Poi, il caso di Atene ha scosso i mercati e la moneta unica si è incrinata verso il dollaro. Nella seduta odierna ci potrebbe essere il fattore “Eurogruppo” a dare la spinta all’euro. Il vertice di Bruxelles potrebbe già esitare oggi stesso il nome di Draghi come successore di Jean-Claude Trichet, alla guida della Banca Centrale Europea.

Difficile che alcuni stati si mettano di traverso, facendo rinviare la decisione, ormai quasi scontata. Molto probabile, invece, che l’Eurogruppo mostri maggiore senso di responsabilità, accelerando su Draghi e dando ai mercati il segnale dell’unità e della stabilità, che oggi dopo il caso Strauss-Kahn, serve ancora di più.

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