Cambiano le strategie sulla compravendita del rame

18 maggio 2011
Di

Nei giorni scorsi il rame ha subito sensibili correzioni del prezzo al London Metal Exchange (Lme), anche se le vendite sono rposeguite quando il metallo ha raggiunto quota 8.760 dollari per tonnellata, un livello che per gli speculatori stava a significare un forte sostegno tecnico. Anche il rafforzamento del dollaro ha contribuito alla discesa ribassista, arrivata al minimo di 8.504,5 $/tonn, prima di risalire di oltre 200 $ nel pomeriggio, mentre l’indomani il prezzo ritornava intorno a 8.800 $/tonn.

All’origine di tale situazione c’è il rallentamento della crescita in Cina, quest’ultima attestatasi al 13,4% contro il 14,8% di marzo. I mercati sono stati inoltre influenzati dall’ulteriore aumento dello 0,5% delle riserve valutarie, imposte dal governo cinese alle maggiori banche. Anche la crescita inferiore alle attese degli Usa ha contribuito a generare tale situazione, così come il rallentamento dello sviluppo economico dei Paesi emergenti dovute alle restrizioni al credito. Infine, anche lo sconfortante comportamento dei prezzi avrebbe indotto gli investitori a vendere. JpMorgan stima un prezzo del rame sotto gli 8mila $, l’alluminio tra 2.500 e 2.550 $, il nickel a 22mila, mentre piombo e zinco scenderanno rispettivamente a 2.200 e 2.050 $/tonn. Dopo molti mesi  durante i quali vi era la tendenza a comprare a ogni ribasso, sembra che si stia ora delineando la situazione più favorevole agli operatori speculativi.

Tag: , ,

Lascia un commento



Letture