Soros: bolla speculativa sull’oro è terminata

18 maggio 2011
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George Soros parla da oltre un anno del rally dell’oro come la «bolla finale». Quest’ultima non è scoppiata: le quotazioni del metallo, ieri intorno a 1.480 dollari l’oncia, sono ancora in rialzo di circa il 5% da inizio anno ed il record storico (oltre 1.575 $/oz) è stato superato poco più di due settimane fa. Il celebre finanziere ha finalmente proseguito nelle sue osservazioni, vendendo nel primo trimestre molto oro.

Tra gennaio e marzo il Soros Fund si è liberato di quasi tutti gli Etf che aveva accumulato in due anni di acquisti frenetici: le quote dell’Spdr Gold Trust in portafoglio sono scese da 4,72 milioni ad appena 49.400, per un valore di 6,9 milioni di dollari. Anche le quote dell’iShares Gold Trust sono state liquidate, le quali a fine dicembre erano 5 milioni. Soros ha inoltre diminuito sensibilmente le partecipazioni in NovaGold e Kinross Gold, comprando tuttavia azioni di altre società aurifere come Barrick Gold, Eldorado, Goldcorp e reat basin Gold. Altri grandi hedge fund hanno imitato Soros, almeno fino al 31 marzo. Eton Park Capital Management e Harbinger Holdings hanno venduto circa la metà delle loro quote dell’Spdr Gold Trust, riducendole nell’ordine a 2,328 milioni e a 145mila. Jana Partners, diventata nel quarto trimestre 2010 il terzo investitore nell’Etf, ha ridotto l’esposizione del 77% (a 203.531 quote), mentre Touradji Capital Management è uscito completamente, vendendo tutte le 173mila quote che aveva in portafoglio.

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