Ok aste Lisbona e Berlino, ma cresce spread

19 maggio 2011
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La giornata di ieri è stata positiva, sotto il profilo dell’andamento di due importanti aste di titoli del debito, attese per valutare i risvolti del salvataggio appena varato in favore del Portogallo e la tenuta del sistema europea, messa a dura prova dal caso della Grecia. 

Il Portogallo ha collocato titoli con scadenza a luglio 2011, quindi bimestrali, a un tasso annualizzato del 4,657%, per un importo pari a un miliardo di euro, ossia il massimo della forchetta prevista (750 milioni-1 miliardo). La domanda è stata discreta, con un bid-to-cover di 2,1. Ciò ha evitato un eccessivo rialzo dei rendimenti, che si è fermato a poco più di mezzo punto percentuale (60 centesimi).

Sempre ieri, contemporaneamente a Lisbona, anche la Germania emetteva titoli del debito, ma con scadenza 2016, i Bobl quinquennali, registrando un successo su tutti i fronti. L’importo collocato era di 4,9 miliardi, mentre la domanda è stata di 1,9 volte maggiore. Il rendimento medio si è attestato al 2,45%, in calo di 23 centesimi dalla precedente asta di quinquennali.

Gli esiti di ieri dimostrano tre cose fondamentali. Uno, i mercati hanno dimostrato fiducia sullo stato generale dell’Eurozona, nonostante la grave situazione di queste settimane, per la Grecia e il Portogallo. I titoli lusitani hanno offerto rendimenti in crescita, ma non tali da destare preoccupazione eccessiva, sebbene i livelli assoluti siano del tutto altissimi. Secondo, i titoli tedeschi si sono dimostrati ancora una volta una sorta di bene-rifugio, grazie al prestigio di cui godono, registrando addirittura un calo dei rendimenti sul medio-lungo termine, in una fase in cui i tassi tendono a crescere su quella parte della curva, per l’attesa delle prossime strette della BCE. Un dato che non può che essere guardato per cio che è: straordinario! Terzo, se da un lato si può parlare di successo per entrambe le aste, sta di fatto che aumenta lo spread tra i titoli tedeschi e quelli periferici. La Germania offre interesse sui titoli a cinque anni, pari alla metà di quelli annualizzati che offre il Portogallo con scadenza a due mesi. E neanche per scadenze a trenta anni, la Germania offre rendimenti al 4%, fermandosi al 3,6%. Segno che le cose non vanno affatto bene.

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