I giovani e il lavoro in Italia

22 dicembre 2010
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La relazione “I giovani in Italia” del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali delinea le principali caratteristiche della coesione sociale in Italia.

I giovani che appartengono alle forze di lavoro (occupati più persone in cerca di lavoro) ammontano a 1.769mila in età 15‐24 anni e a 5.930mila nella classe di età successiva (25‐29 anni). Essi costituiscono rispettivamente circa il 7% e il 23% del totale della popolazione attiva nazionale.

Dall’analisi degli occupati condotta per settori di attività economica è confermata la terziarizzazione dell’economia italiana: l’occupazione nel settore dei servizi assorbe oltre il 65% dei giovani lavoratori. Nel confronto internazionale l’Italia presenta il tasso di occupazione giovanile (15‐24 anni) più basso rispetto alla media UE ed un differenziale di genere particolarmente sostenuto pari a 10 punti percentuali, contro una media UE di circa 4 punti percentuali. Il dato non migliora nella classe di età contigua 25‐29 anni in cui il gap di genere nella media UE tocca i 10 punti percentuali mentre per l’Italia arriva a 16 punti.

La quota maggiore di inattivi, ovviamente, si colloca nella classe d’età compresa tra i 15 e i 19 anni e nel genere femminile. Negli ultimi anni in Italia si riscontra il più alto tasso di inattività per giovani uomini e donne rispetto alla media UE del 75,5% e del 79%. L’esclusione dal mercato del lavoro e dai percorsi formativi porta, nel 2009, circa il 21% della popolazione tra i 15 e i 29 anni in condizione Neet (Not in education, employment or training), ovvero giovani non impegnati in corsi di istruzione e/o formazione ma neppure alla ricerca di attività lavorative.

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