Gli italiani sono ancora lontani dalla Borsa

21 maggio 2011
Di

La Consob ha idee decisamente chiare: nel nostro Paese l’impulso allo sviluppo non potrà piu’ venire dalla spesa pubblica ma da una serie di fattori differenti fra i quali un ruolo di assoluto rilievo dovrà essere giocato dal risparmio privato. Peccato però che le famiglie italiane non siano assolutamente d’accordo e preferiscano -come abitudine- lasciare il denaro “sotto al materasso” piuttosto che impiegarlo in attività a rischio. Il sondaggio contenuto nella relazione presentata in questi giorni sa Gfk Eurisco- Multinazionale Retail Market- è per certi versi impietoso: la fotografia scattata a fine 2010 mostra che 8 italiani su dieci non ne vogliono sapere di azioni, obbligazioni, fondi di investimento o polizze. Di conseguenza lasciano i propri averi in banca, o li impegnano nel risparmio postale o nei titoli di Stato a breve scadenza. Il “colpo di grazia” è stato inferto dalla crisi finanziaria che ha ulteriormente ridotto la fiducia: nel 2007 gli investitori retail che detenevano in portafoglio almeno un prodotto rischioso erano il 25%, alla fine dello scorso anno, questa quota si era ridotta al 20%. Lo spaccato sulle categorie di strumenti finanziari detenuti offre spunti per certi versi interessanti anche se questo è un dato che la stessa Consob addebita in parte alla “scarsa diffusione del servizio di consulenza” aprendo così un nuovo fronte di discussione. Sulle difficoltà della consulenza hanno influito fattori quali la “riduzione della fiducia del sistema finanziario e l’aumento dell’avversione del rischio”, come nota l’authority. E’ altrettanto vero che spesso sono le famiglie stesse a rifiutare la consulenza perchè ritengono che sia viziata da conflitti di interesse oppure che il servizio abbia un basso valore aggiunto. Quasi la metà degli investitori retail, infine, non è disposta apagare commissioni per il servizio. Poca voglia di rischiare dunque, e spazio soprattutto al fai-da-te.

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento



Letture